Elaborazione del lutto: realtà e falsi miti

Idee preconcette e realtà sul lutto

Uno dei momenti più difficili che prima o tardi tutti ci ritroviamo ad affrontare è la perdita di una persona cara. In momenti del genere è più che normale non sapere esattamente cosa fare. Nessuno di noi può prepararsi del tutto ad un evento del genere. I consigli per far fronte a questa situazione sono diversi, e gli esperti sono concordi nel dire che l’elaborazione del lutto è qualcosa di assolutamente soggettiva.

Per quanto l’elaborazione del lutto avvenga infatti secondo delle fasi specifiche, ci sono dei fattori come l’estarnazione del dolore, la sua intensità ed il tempo necessario per iniziare a stare meglio che variano da persona a persona. Alcune onoranze funebri, come l’agenzia funebre Roma Exequia mettono a disposizione gratuitamente il supporto psicologico di un esperto, che può essere fondamentale per iniziare il processo che porterà a lenire il dolore. Vedremo ora alcuni falsi miti che spesso accompagnano il periodo di lutto.

La necessità di essere forti

Specialmente gli uomini spesso hanno la convinzione che è necessario essere forti, che non bisogna esternare il dolore ma tenerlo dentro, che le lacrime sono per i deboli. Dare sfogo ai propri sentimenti è invece del tutto normale, e reprimere questo processo aumenterà il nostro senso di malessere.

La tristezza è l’unico sentimento concesso

Un altro concetto molto diffuso è che se non si sta male perennemente, questo dimostrerebbe che non si voleva veramente bene alla persona scomparsa. In realtà, quando perdiamo una persona cara, specialmente nei primi giorni, il nostro organismo subisce una vera e propria tempesta emozionale. Potremo vivere nell’arco della stessa giornata un ottovolante di emozioni, dove si alternano sentimenti di tristezza acuta a momenti di serenità, addirittura di allegria. Se dovesse capitarci, non dovremmo sentirci in colpa o pensare che siamo degli insensibili e che non volevamo davvero bene a chi non c’è più.

Bisogna distrarsi per non pensare a chi non c’è più

L’invito a distrarci, a fare qualcosa che ci costringa a non pensare alla nostra perdita, potrebbe essere motivato da buone intenzioni. Ed effettivamente potrebbe fare anche bene cambiare aria per qualche giorno. Il punto è che una delle fasi di elaborazione del lutto consiste proprio nell’accettazione della propria perdita. Bisogna prendere coscienza del fatto che una persona cui tenevamo molto ora non c’è più, affrontando il dolore e lasciandolo scorrere.

Starai meglio fra…

Un altra concezione comune è che ci sia un determinato periodo di tempo che debba passare per elaborare completamente il lutto. Alcuni parlano di qualche mese, di un anno, o anche di più, magari adattando il lasso di tempo al tipo di perdita subita. La realtà è che si tratta di valutazioni impossibili da fare. Per quanto dopo un certo periodo di tempo il dolore dovrebbe iniziare ad attutirsi, ci saranno dei momenti in cui inaspettatamente riaffiorano alla mente sentimenti di tristezza incontrollata, a cui viene naturale dare sfogo con le proprie lacrime.

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