Sulle tracce dei vichinghi, in Europa e tra gli oceani

La storia dei vichinghi è così affascinante, importante, eroica ma anche violenta che è impossibile non correre in libreria o sul web a cercare informazioni, romanzi e libri su di loro.

Per chi ha tempo libero aggiungiamo anche film, documentari, cartoni animati, giochi e videogiochi ispirati, ne trovate persino su https://www.vegasplus.info/, un titolo che vi consigliamo è Vikings Go Berzerk, un altra popolazione di guerrieri molto forti in battaglia.

Ma chi erano veramente i vichinghi, dei terribili guerrieri senza cultura e conoscenze, solo dediti a razzie e violenze? Oppure un popolo in grado anche di stringere relazioni commerciali o diplomatiche, che coltivava delle conoscenze e della tradizioni proprie?

Chi erano i vichinghi

Il termine vichinghi si ritrova nei versi del poema Widsith del IX secolo composto da 143 versi. Wicinga nominava i guerrieri norreni, i popoli germanici che vivevano nella Scandinavia Centro Meridionale e nella Germania Settentrionale.

Arrivarono a creare diversi stanziamenti nel Regno Unito, in Irlanda, Finlandia, in Russia e addirittura in Sicilia, isola di Terranova in Canada e Groenlandia. Si spostavano a bordo di tipiche barche di legno chiamate drekar, ne sono rimaste così tante conservate che sono state usate insieme ad altri reperti norreni per creare dei musei ricchi di storia e cultura che dopo vi descriveremo.

Il concetto di vichingo e la definizione di epoca vichinga però hanno un loro significato ben definito. Il periodo storico è tra il 793 e il 1066, la zona geografica di riferimento è la Scandinavia di questi anni con le sue popolazioni che tentavano di espandersi anche attraverso la pirateria e delle invasioni.

Dove hanno lasciato traccia

I vichinghi però non erano solo popolazioni violente e selvagge, avevano una cultura del mare e della navigazione molto profonda, tanto che riuscirono ad arrivare prima di tutte le altre popolazioni europee nel Nordamerica. Professavano diverse religioni e credenze racchiuse nel paganesimo norreno che sparì con la diffusione del cristianesimo.

Oltre ai musei delle navi, i vichinghi hanno lasciato tracce della loro cultura e religione in Inghilterra, Irlanda, Scozia, Galles e penisola iberica.

Due motivi spiegano l’espansione dei vichinghi nel mondo: la sovrappopolazione e le battaglie tra i diversi imperi e popolazioni europee che li spingevano a spostarsi, affermarsi ma anche difendersi. I vichinghi sono arrivati anche nel Mediterraneo incontrando popolazioni arabe e persiane.

I musei delle navi vichinghe

Le navi vichinghe erano un concentrato di conoscenze tecniche e sperimentazioni scientifiche o pratiche andate a buon fine per realizzare una buona resistenza idrodinamica e una struttura veloce e adatta ai lunghi viaggi.

Infatti, i vichinghi potevano stare anche molto tempo in nave senza attraccare nei porti o vedere terra, questo per raggiungere il prima possibile i loro obiettivi, i territori a cui erano interessati. In tutta Europa ci sono diversi musei delle navi vichinghe o proprio musei dedicati ai norreni, i più importanti però si trovano ad Oslo e a Roskilde, in Norvegia e in Danimarca.

Ad Oslo il Museo delle navi Vchinghe si chiama Vikingskipshuset e si trova precisamente a Bygdøy. L’università di Oslo e il museo di storia culturale curano con attenzione tre grandi navi: la Oseberg, la Gokstad e la Tune.

Il Museo delle Navi Vichinghe di Roskilde è un vero e proprio gioiello nazionale danese. Ospita cinque navi dell’epoca di vichinga del periodo 1070 circa. Le navi conservate prendono il nome di Skuldelev e sono state recuperate nel 1962. La loro importanza per i vichinghi di questa zona è stata fondamentale perché le hanno usate per difendere la città, ex capitale danese, da invasioni marittime e ce ne potevano essere molte visto che erano anni di grosse battaglie tra imperi e civiltà europee.

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