Siamo a quel punto della stagione dove ogni punto pesa come un macigno e le certezze si sgretolano una dopo l’altra. Sei squadre si stanno giocando i posti per la prossima Champions League, e la cosa più onesta che si possa dire è che non si capisce ancora chi ce la farà davvero. Il calendario è spietato, gli scontri diretti sono dietro l’angolo, e bastano due risultati sbagliati per ritrovarsi fuori da tutto.
Napoli, la solidità come arma segreta
Conte ha rimesso in piedi una squadra che l’anno scorso sembrava irrecuperabile. Gli azzurri sono lì, compatti, con quella mentalità difensiva che il tecnico leccese trasmette sempre ai suoi gruppi. Non giocano sempre un calcio spettacolare, diciamolo chiaramente, però vincono, o comunque non perdono quasi mai in modo stupido. La continuità è il loro punto di forza vero, quella roba difficile da costruire e facilissima da perdere. Proprio il prossimo scontro contro la Fiorentina al Maradona, una partita che vale una stagione intera potrebbe dire moltissimo sulle reali ambizioni europee degli azzurri.
Milan e Juve, due incompiutezze diverse
Il Milan ha momenti in cui sembra una squadra di livello assoluto, e poi ne ha altri in cui ti chiedi cosa stia succedendo. È quel tipo di squadra imprevedibile che può batterti chiunque e poi pareggiare con chi non te lo aspetti. La Juventus invece accumula punti con una regolarità quasi fastidiosa per chi la insegue. Thiago Motta sta costruendo qualcosa di suo, si intuisce, anche se i risultati non hanno ancora convinto del tutto. Beh, diciamo che la pazienza dei tifosi bianconeri si sta assottigliando parecchio.
Il Como è la storia più bella di questa Serie A
Parlando di sorprese, il Como è semplicemente incredibile. Una squadra neopromossa che lotta per la Champions, con Fabregas in panchina che sta dimostrando di avere idee molto chiare su come si gioca a calcio. Non è un caso, non è fortuna, è un progetto che sta funzionando meglio del previsto e che merita rispetto genuino. Certo, reggere questo ritmo fino alla fine è un’altra cosa, però intanto ci sono e fanno paura.
Roma e Atalanta, le outsider che non mollano
La Roma di Ranieri, poi, è quella classica squadra che non sai mai dove mettere. Ha qualità per stare in alto, ma anche la capacità di complicarsi la vita nei momenti meno opportuni. Potrebbe essere che il fattore Olimpico, col pubblico giallorosso che spinge come pochi in Italia, faccia la differenza nelle ultime giornate. L’Atalanta invece è l’Atalanta, nel senso che Gasperini trova sempre il modo di tirare fuori il massimo da un gruppo che sulla carta non avrebbe i mezzi delle big. Sono lì, competitivi, fastidiosi da affrontare.
Chi va in Champions e chi resta a guardare
Ecco, questo è il punto. Quattro posti, sei squadre, e tutte convinte di meritare di esserci. Matematicamente parlando la situazione è ancora apertissima, e secondo me andrà decisa proprio nelle ultime tre o quattro giornate, quelle in cui i nervi cedono e i punti pesano il triplo. Gli scontri diretti saranno decisivi, tipo quando due di queste squadre si troveranno faccia a faccia sapendo che chi perde rischia di dire addio all’Europa che conta.
La cosa che trovo affascinante, se ci penso, è che nessuna di queste squadre ha dominato la stagione. Non c’è stata una corazzata che ha staccato tutte le altre e ha reso il campionato noioso. C’è stata invece questa bagarre continua, questo equilibrio strano e meraviglioso che ha tenuto tutto aperto fino a qui. E probabilmente lo terrà aperto ancora per un bel po’. Chi se ne intende di sport sa che situazioni del genere sono esattamente quelle che rendono il calcio ancora capace di sorprenderti, anche quando pensi di aver visto tutto. Per chi ama il brivido delle scommesse sportive, https://www.nomini-casino.me/ è una piattaforma da tenere d’occhio in questo finale di stagione caldissimo.