Il “pacco da giù”: così sopravvivono gli studenti fuorisede

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Il ricordo del nido materno è un pensiero persistente per chi studia fuori sede: allontanarsi da casa costringe molti a rinunciare ad affetti, amicizie, luoghi di frequentazione abituale ma soprattutto al cibo tipico e quest’ultima perdita si fa sentire forte quando, aprendo il frigo a metà mese, potrebbero trovarci solo un paio di uova di dubbia commestibilità, un vasetto di pesto pronto del supermercato sotto casa e una scatoletta di tonno.

Per ovviare a questa struggente difficoltà, è ormai diventata una prassi la preparazione e la spedizione del pacco di viveri provenienti direttamente dal paese natio. Il “pacco da giù” non conosce ostacoli e non sono solo gli studenti del Sud che studiano nel Nord del nostro Paese a usufruirne: esistono persino corrieri organizzati in modo da far giungere a destinazione il prezioso carico anche all’estero, basta saper trovare il servizio più sicuro ed economico tra le tante opzioni.

Ma cosa inviare ai vostri pulcini lontani? Come rendere resistente il pacco a sufficienza per affrontare il lungo viaggio? Di seguito sono riportati alcuni utili consigli su come confezionare tutto il necessario per sorprendere figli e nipoti che vivono lontani da casa e aiutarli a sopravvivere.

Preparare la confezione del “pacco da giù”

Sebbene si parli di pacco al singolare, sarà piuttosto difficile riuscire a spedire tutto il necessario in un solo colpo e in un’unica scatola. I motivi non sono solo logistici ma anche di praticità:

  • puntare su una sola scatola significa fare un minestrone e mettere alla rinfusa prodotti o alimenti molto diversi tra loro, alcuni dei quali richiedono un imballaggio ad hoc per evitare che nel corso del viaggio si aprano o si rovescino (su questo sito troverai la pellicola per imballaggio adatta a te);
  • un solo scatolo significa doverne cercare uno davvero capiente e resistente che finirà per appesantirsi in maniera esagerata con il rischio di rottura.

È necessario quindi rivedere un momento le priorità e ragionare sul modo di creare anche solo un paio di confezioni per ridistribuire in maniera omogenea tutto ciò che desiderate recapitare.
Ciò a cui dovete fare maggiore attenzione sono prima di tutto le scatole.
Potete acquistarne di neutre presso i centri postali o i corrieri oppure potete trovarne di valide nei supermercati i quali tendono a stoccare quelle più grandi e robuste nei depositi e saranno lieti di cedervene alcune e sbarazzarsene per la vostra causa. Badate comunque che non siano eccessivamente rivestite da scritte e pubblicità dei prodotti che contenevano una volta poiché poste e corrieri tendono a non accettare questo tipo di confezioni perché troppo imbrattate e potrebbero compromettere la validità del pacco.

Una volta muniti dei cartoni adeguati, rinforzateli lungo le giunture e negli angoli badando a lasciare le facciate libere, poiché almeno su una verrà apposta la bolla di spedizione dal corriere a cui vi affiderete oppure dovrete farlo voi stessi. Cercate di applicare l’adesivo anche internamente per una maggiore tenuta e, se possibile, rinforzate anche il fondo con un ulteriore strato di cartone.

Ora che i cartoni sono pronti, dovete organizzare gli oggetti o i prodotti da spedire in maniera razionale e imballare a loro volta anch’essi: per far ciò potete utilizzare del pluriball (o millebolle) per avvolgere boccacci (barattoli di vetro), bottiglie o qualunque altra cosa risulti fragile e a rischio di rottura.
Per riempire gli spazi vuoti tra le varie cose, utilizzate dei vecchi quotidiani che andranno ad attutire ulteriormente i colpi che il pacco potrebbe subire, oltre che ad impedire che gli oggetti ballino al suo interno.

Quali viveri spedire nel “pacco da giù”?

La scelta dei prodotti deve basarsi principalmente su un fattore: la necessità. ”Di cosa può aver più bisogno? Cosa è indispensabile in cucina? Cosa è troppo costoso nella città in cui studia?”. Cercate di selezionare cibi che non siano facilmente reperibili o, meglio ancora, ciò che normalmente si realizza in casa e che uno studente fuori sede sogna dal giorno in cui è partito.
I prodotti che non possono mancare nel “pacco da giù” sono:

  • l’olio: orgoglio del Sud e del nonno che ha dedicato anima e corpo per ottenerlo, uno studente non ne avrà mai abbastanza e poter preparare i piatti, friggere o condire le insalate con vero olio extravergine d’oliva sarà per lui tutta un’altra cosa. È preferibile metterlo in bottiglie di plastica;
  • conserve: è un termine generico per indicare l’oceano di prelibatezze fatte in casa che variano dal salato al dolce. Pomodori secchi, ‘nduja, verdure come carciofi, funghi e melanzane sott’olio, caponata, giardiniere e mix sott’aceti, olive, fino ad arrivare a marmellate di ogni tipo, da quelle più liquide a quelle con pezzi di frutta, di ciliegie, di albicocche. La lista è così lunga che avrete persino difficoltà a scegliere quale spedire. Un consiglio spassionato è di inviare prima di tutto le conserve preferite del destinatario e, in caso di spazio disponibile nel pacco, aggiungerne altre a vostra scelta. Questi sapori tipici permetteranno allo studente fuori sede di riempirsi la pancia anche nelle sere di magra;
  • frutta secca, dolci secchi e derivati del pane: non dimentichiamo che studiare richiede molte energie e fare uno spuntino di tanto in tanto serve a ridare la carica. Per questo nel pacco non possono mancare gli snack nostrani come nocciole, noci e mandorle da sgranocchiare tra una pagina e un’altra, oppure tarallini, biscotti e crostini. E se il nostro adorato rampollo ha qualche ospite inaspettato potrà offrirgli i dolci tipici della mamma e della nonna, tutti rigorosamente fatti in casa come cantucci, sasanelli, amaretti, dolcetti di pasta di mandorle e in generale qualunque tipo di pasticcino a pasta secca facile da spedire.

Ci sono molte altre cose che si possono aggiungere: pasta fresca fatta in casa (ma debitamente sigillata), pane casereccio, prodotti per l’igiene personale o cancelleria. Cercate sempre di separare gli alimenti dagli altri tipi di oggetti.

Indipendentemente da ciò che deciderete di inviare, ricordate che all’apertura del pacco lo studente non vi troverà solamente un grande kit di sopravvivenza ma una dimostrazione di quanto bene gli vogliate e che i chilometri che vi separano non impediranno di fare il tifo per lui ed augurargli di impegnarsi al massimo.

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